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| Il vescovo con le autorità seguono con interesse la presentazione dei lavori |
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La platea ha gradito la musica dal vivo |
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| Da sinistra: l'assessore di San Vendemiano sig. Zanchetta, il sindaco di Conegliano sig. Maniero, il sindaco di San Pietro di Feletto sig. Dalto e il presidente di Banca Prealpi sig. Antiga |
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Il discorso che il vescovo Corrado ha tenuto in occasione della premiazione:
« Cari ragazzi, dico brevissime cose.
La prima è questa: sono contento e soddisfatto che questa iniziativa
sia stata proposta dalla pastorale giovanile. Praticamente da don Paolo e dal gruppo che lavora con lui. Molti di voi, di quelli che
hanno collaborato sono anche dei gruppi della parrocchia, altri
partecipano alla scuola e... mi pare che sia interessante che sia
stata proprio una realtà ecclesiale - una realtà della Chiesa - a
proporre questa iniziativa che ha trovato pronta accoglienza, e che
mi fa capire come a volte si dice «I
giovani non hanno interessi, non hanno valori...» non è vero!
La prova ne siete voi. Quindi credo che sia una cosa molto bella
questa sintonia di interessi tra quanti si interessano di un cammino
e di una proposta ecclesiale e voi.
La seconda cosa. Io non faccio parte della giuria quindi le mie
considerazioni sono puramente personali, tra l’altro poco
competenti di grafica pubblicitaria, però mi hanno colpito tre dei
manifesti che ho visto.
Il primo è quello che si chiede in inglese che – non lo so –
tradotto dice “È vita questa?” Eh! L’interrogativo era retorico: no! No, un certo
tipo di vita dipendente da tutte quelle cose non è vita! È negazione della vita!
Poi c’era un secondo manifesto che mi ha colpito, uno dei primi.
C’era scritto “degoncentrati”. Giocava sulla parola deconcentrati. Degoncentrati:
esci dal tuo ego, esci dal tuo egocentrismo! Per ché quella è la
ragione più profonda delle tue dipendenze! Quell’egocentrismo che
ci chiude in noi stessi.
E poi c’era un terzo manifesto che mi ha colpito, era scritto “Noi
ci proviamo!”. Bellissimo! “Noi ci proviamo!” È stato anche sottolineato dal presidente della giuria. Non un manifesto
trionfalistico: “Noi ci proviamo a liberarci da queste dipendenze!”.
Credo che sia interessante un messaggio, questo cammino: È vita
questa? Ci sono dei momenti in cui noi sperimentiamo che non è
vita, però bisogna uscire dall’egocentrismo. Bisogna provarci.
E l’ultima cosa che mi viene in mente di dirvi, sennò non farei il
mio mestiere, è questa: tutti questi manifesti sono l’appello
alla libertà. Bello! Vuol dire che è nel cuore di ciascuno questo
desiderio. Non era chiesto, e non è neanche stato indicato, quale
sia la strada. Io non posso fare a meno di dirvi che la strada, per
questa libertà, ce la propone Gesù. Gesù dice: “Io sono la via! Io sono la strada!” ...che ci conduce alla verità
vera. E questo è un messaggio che Egli non può imporre, e non
vuole imporre, perché ognuno di noi deve essere libero di
accoglierlo. O anche di rifiutarlo! Però va detto, e va ricordato.
E ultimissima cosa. Il tema di questa iniziativa è “liberati
dalle dipendenze”, che però gioca su un’ambiguità. “Lìberati” può essere letto anche “liberàti”
dalle dipendenze... ed è vero l’uno e l’altro. Io mi libero dalle dipendenze se qualcuno mi aiuta a liberarmi. Quindi: “Lìberati
dalle dipendenze!” è un imperativo. “Liberàti dalle dipendenze!” è un annuncio! Lieto annuncio!
“Lieto annuncio” si dice: Vangelo! Ecco... io vi ricordo il “lieto annuncio” di Gesù! »
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| don Paolo saluta tutti e presenta il concorso "ProgresSpot" |
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| Il pubblicitario Alessandro Cappellotto presenta e commenta i lavori in concorso |
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| Gli "Over" in esibizione |
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