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Manifesto n. 32

i Kappa
2°B, Liceo Scientifico G. Marconi


La presentazione degli autori:

Abbiamo deciso di mettere al centro del nostro manifesto due figure, una maschile e una femminile, in piedi, poste una di fronte all’altra.

Un ragazzo e una ragazza, stanno avendo una conversazione, come si può notare dall’espressione dei volti e dalla loro gesticolazione.. sono coperti da telefoni per la maggior parte del corpo, ma abbiamo volutamente lasciato scoperti il volto e le mani. Questa conclusione deriva da una serie di analisi che abbiamo fatto dall’inizio del progetto:

-Il corpo ricoperto da telefoni: Secondo noi la maggior parte delle comunicazioni, oggigiorno, avviene via chat, utilizzando social network, oppure molto più semplicemente, e più comunemente, con i telefoni. Questi strumenti sono senz’altro utili poiché riescono a risolvere una serie di problematiche legate alla comunicazione a distanza; ma c’è da dire che la maggior parte dei ragazzi abusa di questi apparecchi al punto tale da crearsi una sorta di maschera, dietro la quale si sentono protetti da quelle che sono le difficoltà della comunicazione reale.

Molte persone sono convinte che una relazione sia basata sull’inviare messaggi, guardare e condividere foto nei vari social network. Quando però l’incontro avviene realmente ci si sente in imbarazzo e incapaci di parlare non riuscendo a dimostrare la vera personalità per paura di sbagliare, o per paura di dare una brutta impressione di sé.

-Il volto e le mani scoperti: In contrapposizione con quello detto adesso, abbiamo lasciato scoperti il volto e le mani: entrambi essenziali per un corretto approccio con l’altro. Quando si parla faccia a faccia si possono capire molte più cose dell’altro, che non messaggiando.

Come poter ascoltare, comprendere ciò che uno ci sta dicendo, che intonazione, o che modi sta usando, se non con le orecchie? Come osservare una persona, capire la sua espressione facciale, guardarla negli occhi, se non appunto con gli occhi? Con la mani posiamo enfatizzare il nostro discorso, oppure per esempio agevolare la nostra spiegazione, per far capire meglio cosa vogliamo dire. Non per niente i sordo-muti devono comunicare con il linguaggio dei segni, ed ecco quindi che questa comunicazione alternativa diventa fondamentale nei rapporti umani.

Con lo slogan “oltre l’im(media)to”, vogliamo sottolineare che non bastano solo i media (intendiamo i vari social network, vedi Facebook, Twitter, o comunque i primi mezzi di comunicazione che utilizziamo per approcciare con l’altro) per poter conoscere una persona e conoscerla davvero.

Le informazioni che ricaviamo dell’altro, in seguito ad un contatto via internet, non sono sufficienti per capire che tipo di persona sia veramente, e quindi costruire un rapporto solido. Secondo noi non ci si può fermare a questi incontri virtuali immediati, con i quali si ha la possibilità di tenersi in contatto ecc.. Succede molte volte di imbattersi attraverso Facebook, Twitter o altri social in nuove persone che viene spontaneo pensare già nostri amici, in realtà esse sono soltanto estranee per noi, gente che di vista potremmo riconoscere, ma non conoscere.

Il punto è quando i due soggetti decidono di incontrarsi realmente. In quel momento avviene un incontro che può essere definito imprevedibile, in quanto le due persone si sono immaginate in un certo modo, magari ritenendo quella persona molto diversa da quella corrispondente nella realtà. Quindi solo con un incontro faccia a faccia è possibile capire come è una persona veramente. Bisogna imparare a parlare, a interagire, a comunicare con gli altri in modo da formare rapporti che vadano appunto oltre la “superficie”.



I commenti espressi su questo manifesto:

giovanni (29/feb 10:13): moloto interessante, il tema è molto coerente

Don Abbondio (29/feb 21:33): Carino dai, ma senza la descrizione non coglie tantissimo il messaggio

Pacchia (4/mar 07:02): Bellissima interpretazione di erik



 
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