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Manifesto n. 38

I Grifondoro
2°B, Liceo Scientifico G. Marconi


La presentazione degli autori:

Nel nostro manifesto abbiamo rappresentato una scena la quale ritrae una donna senzatetto che suona la sua chitarra cercando di guadagnare qualche soldo mentre degli adolescenti le passano davanti senza rivolgerle nessuno sguardo.

Questi ragazzi sono intenti a usare i loro smartphone, uno mentre telefona, l’altra mentre manda qualche sms. Ai piedi della clochard c’è la custodia della sua chitarra colma di likes anziché soldi. L’immagine che abbiamo rappresentato vuole trasmettere a chi la guarda l’ attuale società, ossia quella in cui non si dà tanta importanza alle persone quanto a dei semplici telefoni, computer o tablet. Noi come gruppo siamo d’accordo che attraverso i media non si posso trasmettere o ricevere le emozioni reali; in questo caso le persone presenti comunicano con la donna attraverso i mezzi di comunicazione di massa. In questa immagine è chiaro il tema dell’incontro che avviene tra i ragazzi e la donna. È’ imprevedibile perché di solito ci si aspetta che quando delle persone incontrino un senzatetto gli rivolgano uno sguardo o gli gettino qualche moneta diversamente dall’incontro che abbiamo rappresentato noi. È anche imprevedibile trovare dei likes al posto degli spiccioli che la donna si meriterebbe.

Di solito si usa dare i "mi piace" alle cose che ci piacciono vedere o ascoltare, in questo caso si riferiscono alla canzone che la donna sta suonando.

I pollice rivolto verso l’alto è il simbolo di Facebook mentre il cuore rosso è riferito a Instagram, dei social network molto usati dalle persone di oggi. Abbiamo quindi pensato che questi ragazzi abbiano voluto ‘condividere’ quello che la donna stava suonando con altre persone dandole likes. Questo avviene anche tra di noi naturalmente, poiché quando vediamo su piattaforme digitali un post, ossia un messaggio o una foto lasciata su un social, vogliamo condividerlo con amici o conoscenti e lo postiamo su Facebook, oppure su Instagram o su altri social, dove riceviamo i famosi likes. I likes putroppo non costituiscono la soluzione al problema della donna, poiché con i ‘mi piace’ lei non può fare molto rispetto a quanto avrebbe potuto fare con dei soldi se solo le persone avessero alzato lo sguardo dai loro telefoni. Infatti non può trovare un posto dove dormire ed essere al sicuro, oppure semplicemente fare la spesa per mangiare qualcosa: con i likes non può comprare niente.

Lo slogan che abbiamo scelto è ‘affamati di likes’. Abbiamo pensato che un barbone di solito è ‘affamato’, ossia bisognoso di soldi e cibo. Nel nostro caso la donna non suona solamente al fine di raccogliere soldi per vivere, ma per avere il più alto numero di likes. Ciò dimostra come alla società attuale importi di più quello che le persone pensano e non quello che devono fare per vivere bene e per aiutare il prossimo. C’è un altro significato sotto allo slogan, ossia il fatto che le persone al giorno d’oggi siano bisognose dei likes o meglio di quello che essi rappresentano veramente: la connessione virtuale. La maggior parte delle persone occupa la stragrande maggioranza del loro tempo quotidiano restando in contatto con amici, conoscenti o semplicemente persone che conoscono di vista. Passano la maggior parte del loro tempo aspettando che qualcuno posti una foto o semplicemente dica quello che sta facendo in quel momento, oppure aspetta che una persona che gli interessa metta ‘mi piace’ a una loro foto. Quindi con lo slogan intendiamo anche dire che le persone sono affamate di quello che gli altri pensano, sono quindi affamati di likes.



I commenti espressi su questo manifesto:

Sara (21/feb 22:38): Non c'entra nulla con il tema

Joseph (21/feb 22:39): Foto sfuocata e tema non totalmente centrato

Laura (3/mar 13:49): Il tema è stato completamente sbagliato. L' immagine oltretutto è sfuocata. L' idea sarebbe stata di sicuro buona per un altro tema.

123456 (3/mar 14:02): Laura e Joseph,la foto è sfocata apposta per far capire la gente che passa indifferente.



 
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