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Manifesto n. 58

Mezzogiorno meno Cinque
5°B, Liceo Classico G. Marconi


La presentazione degli autori:

Il nostro manifesto rappresenta due giovani ragazze, sedute ciascuna sopra un’altalena, nel bel mezzo di un parco. I loro volti sono coperti da due scatole che riproducono sulla facciata frontale la schermata di un cellulare, in cui si intravede una pagina di messaggistica.

Le due non si parlano, né si guardano: sembrano chiuse in un mondo che non è il nostro, sembrano disconnesse dalla realtà. Abbiamo scelto un parco come scenario per la nostra foto perché è uno dei luoghi d’incontro per eccellenza, che non prevede altre “connessioni” se non quelle che instauriamo per interagire con le persone che ci circondano. L’altalena rappresenta l’elemento di unione che dovrebbe spingere le due protagoniste a parlarsi, dal momento che si trovano così vicine l’una all’altra, ma qualcosa non va, qualcosa impedisce il contatto tra di loro: la scatola che copre loro il volto, impedendo a entrambe di cogliere, anche solo di notare, la possibilità d’incontro tra loro, scatola che, come suddetto, simboleggia un telefono. Ciò sta a significare che il mezzo di cui tanto usufruiamo in questa era, il cellulare, spesso, invece di creare un contatto, ci separa dagli altri. Ne stiamo abusando, perché ci fa sentire più sicuri e ci protegge da ogni incontro concreto, reale, come una maschera, ma questo a lungo andare provoca una paura del contatto che ci priva di quell’imprevedibilità, rischiosa ma straordinaria in quanto tale, che caratterizza ogni vero incontro.

Da qui lo slogan: “togli la maschera”

Sono tre semplici parole, ma racchiudono in loro un’azione difficile, di coraggio si può dire. È facile nasconderci dietro una maschera, allontanarsi dal mondo, e vivere la propria vita con più tranquillità. Ma senza mai viverla appieno. Togliere la maschera significa avere il coraggio di affrontare la vita, gli incontri e le nostre emozioni per quello che sono. Significa soffrire a volte, ma anche poter essere veramente felici.

Significa alzare lo sguardo, sempre concentrato su qualcosa di lontano, che riteniamo più importante. Vuol dire guardare ciò che ci sta attorno. Riuscire a vedere le infinite possibilità di incontro che abbiamo ogni giorno, anche se spesso non ce ne rendiamo conto. Accorgersi di quanto possono essere belli e pieni di emozioni gli incontri reali.

E sorprendersi.

Sì, perché diciamo di non poter vivere senza tecnologia ma non ci abbiamo mai provato. E pensandoci bene, quando si hanno le persone a cui si tiene vicino, non serve un telefono perennemente in mano, o le cuffiette costantemente alle orecchie. Perché quegli oggetti significano isolarsi, mentre incontro significa stare insieme.


Con il nostro manifesto, ciò che desideriamo comunicare è l’importanza degli incontri concreti, dei rapporti veri fra noi. Perché solo questi sono in grado di trasmetterci emozioni significative, solo questi hanno l’imprevedibilità che, presente in ogni incontro, lo arricchisce lasciandoci ricordi che segneranno la nostra memoria.

Abbiamo anche voluto esprimere come la tecnologia sia un mezzo utile, ma anche un’arma a doppio taglio, che se utilizzata in modo scorretto ed eccessivo, finisce per portare spesso a conseguenze ben più serie del semplice isolamento, come il cyberbullying, che ha preso piede fra i giovani, o la dipendenza da tecnologia.

Ci teniamo anche a sottolineare che il nostro manifesto è rivolto non solo ai giovani, protagonisti di quest’immagine, ma a ogni fascia di età, perché la tecnologia opera senza differenze.



I commenti espressi su questo manifesto:

rocco (21/feb 22:45): Noto contraddittorietà,vedo scatoloni non maschere

Beatrice (25/feb 10:25): idea carina ma lo slogan non rappresenta l'immagine: gli scatoloni non sono esattamente delle maschere

Nonnina (29/feb 21:36): Lavorare con Paint non vi renderà dei vincitori. Grafica scadente

Luca (1/mar 12:33): Togli la maschera? ma quale maschera avete in faccia cartoni dai mo

icsdì (4/mar 12:42): troppo semplice



 
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