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Il 19 e 20 febbraio 2011 (dalle 16 circa del sabato al dopo pranzo della domenica),
gli animatori della forania si sono dati appuntamento per un momento di formazione al


Centro "Ernesto Balducci" di Zugliano (UD)

(qui trovi maggiori informazioni sul Centro)


Presentazione del Centro "Ernesto Balducci"


Spiritualità , accoglienza, cultura, politica


Nel febbraio 1988 tre Ghanesi sono stati accolti nell'appartamento reso disponibile nella casa parrocchiale, dalla ristrutturazione della stessa con un contributo regionale erogato attingendo ai fondi della ricostruzione dopo il terremoto del 1976. La scelta é stata guidata dall'insegnamento del Vangelo sull'uso del denaro, delle case, delle strutture: non in modo individualista e chiuso, bensì aperto, comunitario, solidale. Questa prima accoglienza è stata l'inizio dell'attenzione agli stranieri, a un fenomeno che si sarebbe intensificato e ampliato, e della concreta, crescente disponibilità all'accoglienza.

Nel settembre 1992 è stata inaugurata una nuova struttura di accoglienza (di proprietà della parrocchia), realizzata con grande solidarietà da tutta la nostra Regione, per altre 12-15 persone. È stata fondata una Associazione con statuto e organismi propri, legalmente riconosciuta, successivamente trasformata in ONLUS. L'Associazione per la "gestione" del Centro e quindi il Centro stesso sono stati dedicati a padre Ernesto Balducci, morto il 25 aprile 1992, per riprenderne intuizioni, elaborazioni, prospettive.


Negli anni successivi sono cresciuti e si sono incrementati in sintonia con l'accoglienza concreta delle persone, l'impegno e l'esperienza culturale con la presenza, specie nel convegno di settembre, di donne e uomini provenienti da diversi luoghi del Pianeta, con le cui comunità si è stabilita una relazione che, in alcune situazioni permane nel tempo. Il Centro poco a poco ha esteso la rete di relazioni con persone, gruppi, comunità scuole del territorio, raggruppate per momenti di studio e di dialogo o presenti in visita al Centro, anche per l'incontro cogli ospiti.



Proprio al passaggio del secolo si è deciso di comprare un grande edificio dismesso e ristrutturarlo. Con diversi contributi (Regione, Associazione degli Industriali di Udine, Fondazione Migrantes della Chiesa Italiana, Fondazione Crup, e sempre tanta solidarietà ), la ristrutturazione dell'edificio è stata realizzata e inaugurata il 28 giugno del 2003, ampliando la possibilità di accoglienza ad una cinquantina di persone.


Da quella data a oggi l'accoglienza è continuata, con modalità diverse: da quella diretta a quella in convenzione (ad esempio con il Comune di Udine per 15 posti). Un gruppo di persone volontarie (con modalità e tempi diversi, da 40 a 50) è coinvolta nei diversi aspetti della vita del Centro.



Il 21 dicembre 2007 è stato inaugurato il nuovo grande edificio che comprende la residenza delle suore, tre uffici, la biblioteca, la cucina, il deposito per alimenti e vestiti e la grande sala polifunzionale (350 - 400 posti) dedicata a mons. Luigi Petris, prete carnico per tanti anni con gli emigranti italiani in Germania e poi Direttore generale della Fondazione Migrantes. Nella sala siamo entrati la prima volta l'11 dicembre 2007 con il Dalai Lama. La costruzione di questi edifici è stata possibile con i contributi della Regione, della Fondazione Migrantes, della Fondazione Crup, della Fondazione Nicopeja e della solidarietà da parte di tante persone.


Una persona è stata assunta a tempo pieno, nel marzo 2008, per la segreteria. Dal novembre 2008 due sorelle e da novembre 2009 una terza sorella, tutte appartenente all'ordine della Sacra Famiglia, vivono in continuità l'esperienza del Centro.


Le dimensioni fondamentali e portanti del Centro


  • Una spiritualità incarnata nella storia, il riferimento iniziale al Vangelo apre alle diversità culturali e religiose e alimenta una spiritualità dell'accoglienza.
  • L'accoglienza concreta delle persone immigrate e rifugiate, provenienti da diversi paesi del Pianeta. Accogliere non è solo rispondere ad alcune esigenze primarie, è incontrare l'altro con la sua storia, la sua cultura, la sua spiritualità . È entrare in relazione.
  • La riflessione e la promozione culturale con incontri sul territorio, nelle scuole, nel Centro calducci, in relazione con le comunità del Pianeta; con la pubblicazione di libri, con la diffusione del Notiziario.
  • La politica nel senso profondo e ampio della parola, come elaborazione e attuazione di una cultura politica di denuncia, con proposte supportate da esperienze positive in atto sulle grandi questioni della giustizia, della pace, dell'accoglienza. A questo proposito nell'ultimo anno il Centro è stato il luogo di incontro, di riflessione, di denunce, di proposte della Rete dei diritti del FVG.

don Pierluigi Di Piazza

Zugliano, agosto 2009




















 
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