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Il Progetto


Le esigenze sempre nuove di un mondo giovanile in continuo mutamento, il volto della Chiesa che cerca nuovi linguaggi per comunicare il Vangelo specie ai giovani, il mutamento in senso più ministeriale della pastorale di oggi, il bisogno di collaborazione tra le diverse comunità parrocchiali, il contesto sociale ed ecclesiale del coneglianese differente rispetto al resto della diocesi (contesto di particolare urbanizzazione), la perdita di rilevanza specie presso il mondo giovane del fatto religioso, la diminuzione del clero e conseguente progressiva sparizione della figura del cappellano che si occupa dei giovani... queste sono alcune delle ragioni che inducono a cercare nuove modalità pastorali per occuparsi delle giovani generazioni. Nel contesto della forania cittadina di Conegliano e dintorni la ricerca assume i connotati dell’urgenza.

Per questi motivi il vescovo Giuseppe ha ritenuto di avviare in forania quasi un laboratorio di pastorale giovanile dando vita ad una nuova figura pastorale: l’incaricato di pastorale giovanile foraniale. Questo incaricato non è più un cappellano di una parrocchia prestato al coordinamento di alcune attività interparrocchiali, ma un sacerdote che ha come suo primo incarico l’elaborazione di una nuova progettualità pastorale foraniale. Si potrebbe dire che l’idea è quella di dare vita ad un progetto della Chiesa per i giovani.

Tale progetto deve avere alcune caratteristiche:

  • Cercare un nuovo modo di dirsi della Chiesa ai giovani, un linguaggio più rispondente al tempo che viviamo che vivremo, tenendo conto delle questioni e delle problematiche dell’oggi e del territorio; cercare in tal modo un nuovo slancio missionario per il mondo giovane.
  • Partire dalla base. Comunità parrocchiali, parroci e operatori di pastorale giovanile sono chiamati a pensare insieme il percorso per il futuro dei giovani nella chiesa della forania.
  • Essere, accanto alla vita necessaria della parrocchia, un percorso comune tra le parrocchie secondo il principio della comunione verso un superamento tanto della parrocchia “autoreferente” quanto della parrocchia “monolitica” (povera di varietà al suo interno).
  • Essere un progetto di “pastorale d’insieme”; non cioè divisa in territori o settori ma che fa della collaborazione tra territori e settori il suo punto di forza. Una "pastorale integrata", dove ogni componente pastorale della forania trovi modo di lavorare insieme alle altre, e l'occasione per la Pastorale Giovanile foraniale nel suo insieme di integrarsi con le altre agenzie educative presenti sul territorio.
  • Tenere saldo il principio della gradualità senza la paura di sperimentare con metodo; dunque a partire da ciò che già esiste.




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