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Per
questi motivi il vescovo Giuseppe ha ritenuto di avviare in
forania quasi un laboratorio di pastorale giovanile dando vita
ad una nuova figura pastorale: l’incaricato di pastorale
giovanile foraniale. Questo incaricato non è più un
cappellano di una parrocchia prestato al coordinamento di
alcune attività interparrocchiali, ma un sacerdote che ha
come suo primo incarico l’elaborazione di una nuova
progettualità pastorale foraniale. Si potrebbe dire che
l’idea è quella di dare vita ad un progetto della Chiesa
per i giovani.
Tale
progetto deve avere alcune caratteristiche:
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Cercare un nuovo
modo di dirsi della Chiesa ai giovani, un linguaggio più
rispondente al tempo che viviamo che vivremo, tenendo conto
delle questioni e delle problematiche dell’oggi e del
territorio; cercare in tal modo un nuovo slancio missionario
per il mondo giovane.
-
Partire dalla
base. Comunità parrocchiali, parroci e operatori di
pastorale giovanile sono chiamati a pensare insieme il
percorso per il futuro dei giovani nella chiesa della forania.
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Essere, accanto alla
vita necessaria della parrocchia, un percorso comune tra le
parrocchie secondo il principio della comunione verso un
superamento tanto della parrocchia “autoreferente” quanto
della parrocchia “monolitica” (povera di varietà al
suo interno).
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Essere un progetto
di “pastorale d’insieme”; non cioè divisa in
territori o settori ma che fa della collaborazione tra
territori e settori il suo punto di forza.
Una "pastorale integrata", dove ogni
componente pastorale della forania trovi modo di lavorare
insieme alle altre, e l'occasione per la Pastorale Giovanile
foraniale nel suo insieme di integrarsi con le altre agenzie
educative presenti sul territorio.
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Tenere saldo il
principio della gradualità senza la paura di
sperimentare con metodo; dunque a partire da ciò che già
esiste.
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