Alla «Tenda di Natale» un'occasione per pregareAlcune considerazioni su com'è andata, Fuori c'era uno striscione bianco con lettere rosse disegnate a mano che citavano l'evangelista Giovanni: «Piantò la sua tenda in mezzo a noi». Dentro la grande tenda blu, piantata nel cuore di una piazza Cima gelida di neve, c'era Gesù Bambino e vicino tre pacchi regalo: fede, speranza, carità. Come dire: sono questi i veri doni del Natale: il figlio di Dio venuto a salvare l'umanità e le tre virtù teologali, pilastro dell'esperienza spirituale cristiana. A ricordarlo sono stati i giovani delle parrocchie della forania di Conegliano e del Collegio Immacolata che sabato e domenica invitavano i passanti a entrare nella «Tenda di Natale» per riscoprire il senso autentico di questa festività, fermarsi un attimo a pensare, fare una preghiera, leggere una riflessione, inginocchiarsi di fronte all'effige del Bambino, condividere un pensiero scrivendolo nell'album. I ragazzi, assieme a suor Claudia, il cappellano del Duomo don Michele e il responsabile della Pastorale giovanile don Roberto, per tutta la sera del sabato e l'intera giornata di domenica, a due a due, sono andati per le strade della città ad annunciare la presenza della Tenda. "Chiediamogli l'amicizia - titolava il volantino distribuito alla gente che entrava e usciva dai negozi -. Perché l'avvento di Gesù non ci trovi impreparati, fermati alla Tenda!". L'esperienza è stata positiva, ha funzionato, complice anche il luogo «non strutturato» e la corte di ragazzi e ragazzi con il loro contagioso entusiasmo. Molte persone hanno accettato la proposta e sono entrate. "La gente ha bisogno di un Natale diverso, di riscoprire i veri valori di questa festa" notava Luciana, di San Pio X, vicepresidente del circolo Noi. "Abbiamo trovato di tutto, chi ci ha ascoltato e chi ha tirato dritto, non è stato facile ma ho percepito che c'è un bisogno diffuso di fermarsi a riflettere sul senso del Natale" raccontava Matteo, di Madonna delle Grazie. "La Tenda è stata frequentata sia da parte dei giovani che dei cittadini - è stato il bilancio Cristiano, del Duomo - e questo momento così semplice è stato vissuto con intensità e pienezza". Per don Michele, addetto, tra le altre cose, a rifocillare i giovani con the, cioccolata e biscotti, "è stato molto bello vedere tanti ragazzi impegnati in questa missione, nonostante il freddo". «Contatti» ne ha fatti anche lui, registrando il sabato sera una certa diffidenza ("ma era per via del buio") e più disponibilità ad accogliere l'invito nella giornata di domenica ("la luce del sole aiuta sempre"). Chi si è avvicinata ed è entrata nella Tenda con convinzione è stata la signora Tecla Zago, affezionata lettrice de L'Azione da decenni. Quando è uscita, con le due amiche, era sorridente perché "con questo freddo, dentro la tenda ho trovato un calore, non solo fisico". In questa pagina, alcune impressioni dell'esperienza
|