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Barbiana-Vecchiano

25/26 aprile 2009: uscita formativa per i giovani della forania

 

L'esperienza raccontata da chi c'era!

Barbiana: un invito a convertire la nostra vita


L'uscita del 25-26 aprile che ha condotto venti giovani, della forania e non, a Barbiana e Vecchiano l'avevo immaginata da mesi con una partecipazione particolare per il fascino che già da tempo don Lorenzo Milani suscitava in me.

Per questo motivo, più che descrivere i luoghi o le situazioni, proverò a esprimere le intuizioni sorte in questi due giorni, in cui abbiamo potuto vivere con semplicità quasi famigliare, l'incontro con persone davvero speciali.

Il primo capitolo della nostra uscita sicuramente è quello che abbiamo vissuto domenica 26 aprile a Barbiana. Questa visita ci ha aiutato a comprendere meglio anche l'incontro di sabato 25 con il Centro Nuovo Modello di Sviluppo a Vecchiano.

La giornata di domenica fin dalla mattina si è rivelata non promettente, visto che una spessa coltre di nubi copriva il cielo, impedendo ai raggi del sole di illuminare le meravigliose colline del Mugello. Ben presto ha iniziato a piovere ma ciò non ci ha impedito di salire in corriera per dirigerci verso Barbiana. Lasciata la corriera, abbiamo proseguito a piedi sotto la pioggia e siamo saliti lassù, in mezzo ai boschi, alle montagne e alle piante odorose di Melissa, dove un tempo un prete “scomodo” ma pieno di coraggio, si è convertito facendosi povero con i poveri. In questo luogo sperduto del Mugello, non indicato sulle carte geografiche, don Milani ha fondato una scuola, ma forse è meglio parlare di famiglia-comunità, in cui dare un'opportunità ai figli dei contadini del luogo, un'opportunità non per diventare ricchi ma per diventare uomini e donne pieni di dignità, capaci di servire in povertà il mondo per poterne fare un luogo più giusto.

Qui abbiamo visto i luoghi così come erano negli anni '50-'60 quando don Lorenzo vi viveva con i suoi ragazzi. A Barbiana abbiamo anche incontrato un suo ex-allievo Michele Gesualdi il quale ci ha raccontato la vita di don Milani e ci ha parlato di una scuola dove i bambini imparavano dalla loro quotidianità a diventare uomini che si interrogano e che interrogano gli altri sulla realtà circostante; una scuola semplice e priva di mezzi in cui si imparava che la propria condizione si poteva cambiare avendo semplicemente fede, volontà e impegno.

Gesualdi ha sottolineato che quella di Barbiana è stata un'esperienze irripetibile perché quella era una comunità di ragazzi che avevano un padre a guidarli: don Milani.

Certo non possiamo ritenere che quella di Barbiana sia stata una parentesi nella storia di quei ragazzi e nella storia d'Italia, si tratta piuttosto di un capitolo di un grande libro che ha avuto diversi protagonisti; un capitolo con un punto di inizio e uno di fine dopo il quale ci sono state altre esperienze. Barbiana, non essendo stata una semplice parentesi, è ancora segno di speranza per noi. La speranza è insita nelle motivazioni di uguaglianza e giustizia che portarono a quella scuola. Motivazioni che, impiantando le radici nel Vangelo, sono valide ancora oggi.

Dopo Barbiana un altro capitolo si è aperto e lo ha scritto un altro degli allievi di don Milani: Francesco Gesualdi, che noi abbiamo incontrato nella sua casa di Vecchiano presso Pisa. Insieme con la moglie, altre due famiglie e un uomo nigeriano, egli porta avanti un'iniziativa di condivisione, in cui si vive insieme mettendo in comune alcuni elementi semplici della quotidianità: la lavanderia, la mensa e l'orto. È un modo di vivere difficile e sicuramente molto distante dal nostro in cui siamo abituati a trincerarci nelle nostre case dietro siepi alte che ci proteggono dagli occhi “indiscreti” dei nostri vicini. Non c'è più condivisione nelle nostre vite e nelle nostre relazioni. Il Centro Nuovo Modello di Sviluppo è un segno di speranza che ci invita a vivere in maniera più solidale nelle nostre comunità ma anche con le comunità lontane vivendo con uno stile di vita sobrio che mette al cento del nostro agire la giustizia verso i poveri del mondo.

Il Centro Nuovo Modello di Sviluppo, infatti, non è solo un segno di condivisione tra più famiglie, ma anche un laboratorio di idee da cui nascono le direttive per concretizzare atteggiamenti pratici come il consumo critico. Sono azioni che ci permettono di acquistare oggetti prodotti rispettando i diritti dell'uomo e quelli dell'ambiente che ci circonda, seguendo la logica della sobrietà.

Scendendo dalla collina di Barbiana non posso negare di aver sentito dentro una grande amarezza e la paura di ritornare alla mia routine quotidiana facendo di questa uscita una parentesi che si è aperta e chiusa in due giorni senza che in realtà una vera conversione nasca dalle cose viste e sentite. Il desiderio sarebbe invece quello di ritornare rigenerati con il coraggio di non conformarsi ad una realtà che a volte ci sembra inevitabile. Sarebbe bello avere il coraggio di aprire nuovi capitoli che ci permettano di andare sempre più in profondità per vivere una vita solidale con gli altri e aperta a Dio. Don Milani in quelle colline in mezzo ai boschi ci è riuscito dedicando tutto se stesso ad un ideale e facendo della sua vita qualcosa di meraviglioso che ha lasciato un segno indelebile in tutti. Non aveva mezzi ma ha saputo avere fede, volontà e impegno, le uniche tre cose necessarie per compiere le grandi imprese. Di fede in realtà non si è parlato molto in questi due giorni, ma non è stato necessario nominare sempre Dio per sentirlo presente in quelle strade e in quei boschi, la vita stessa di Milani e dei suoi ragazzi è stata segno e testimonianza di fede nel Signore.

Mariangela


(questo il programma del viaggio)













 
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