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Eravamo in 12.

A parte la provenienza, l'amicizia e la meta... non so dire francamente quante altre cose ci unissero in quel viaggio verso un monastero, ai più sconosciuto, dell'alto Piemonte. Quasi che le attese e le motivazioni fossero per ciascuno una cosa intima, da rispettare... oppure addirittura sconosciuta.

Sapevamo che avremmo trovato altri giovani (infatti eravamo in 85), che avremmo pregato con dei monaci e che qualcuno ci avrebbe parlato della Parola di Dio.

Un discorso simile forse si può fare per quello che ciascuno di noi ha trovato alla fine. Ciascuno qualcosa di diverso, di suo, di intimo... forse ancora da comprendere del tutto. Infatti - lo abbiamo scoperto con grande evidenza - la Parola di Dio è così: ricca e capace di parlare a ciascuno in modo del tutto personale. La Parola di Dio non è la Bibbia, ci diceva Gianmattia (uno dei 4 preti della comunità monastica), ma se lascio che la mia vita incontri la Bibbia allora posso trovarci dentro la Parola di Dio. Ed è quello che abbiamo provato a fare.

Con l'aiuto di Luciano, il biblista (bravissimo!) della comunità, abbiamo... dire "imparato" sarebbe troppo... abbiamo intuito quanto spessore abbia la sacra scrittura, e come sia bello immergersi dentro ad essa. Ci sono state date anche delle dritte per cominciare ad andare in profondità, per fare "lectio divina".

Già... "lectio divina"... paroloni che prima di questo viaggio un po' ci spaventavano. Ora rappresentano piuttosto una specie di vuoto che ci piacerebbe tanto saper colmare. E' affascinante sperimentare come il volto di Dio si sveli pian piano nel testo sacro quando so avvicinarlo con rispetto e verità. Infatti le lunghe sessioni di lavoro (siamo stati sottoposti a lezioni di oltre un'ora e mezza in stile universitario!!) scorrevano via serene e cariche di curiosità che trovavano via via delle risposte interessanti.

Il posto poi ha fatto la sua parte. Un paesaggio sereno e vero, ampio, carico di verde e incorniciato dalle alpi innevate. E una chiesetta romanica del XII secolo incastonata nel mezzo ad impreziosire il tutto. I monaci hanno sempre un'abilità del tutto particolare per scovare e valorizzare i posti migliori!

Qui abbiamo potuto riflettere e riposare sentendoci davvero coccolati nel silenzio di una presenza amica. Sempre scaldati dal sole.

La comunità monastica di Bose, in tutto questo, è stata ospite discreta. Ci ha messo a disposizione la sua casa e la sua vita. Abbiamo pregato con loro, abbiamo mangiato con loro, e ogni nostro bisogno trovava in loro un'attenta risposta, fosse anche un improvvisato momento di festa per un compleanno che cadeva giusto in quei giorni!

Non li abbiamo conosciuti tutti, sono oltre ottanta!, ma è stato piacevole confrontare la nostra vita con la loro.

Loro sono tutti protesi a vivere la comunione. Comunione con Dio, prima di tutto, attraverso la preghiera e la meditazione della sua Parola. E comunione con i fratelli, nella condivisione dei beni, del lavoro e di tutto quanto. Nemmeno appartenere a confessioni cristiane differenti è un ostacolo: quella di Bose infatti è una comunità ecumenica, pur essendo quasi tutti cattolici vi fanno pienamente parte anche alcuni riformati e un ortodosso.

Altra caratteristica della comunità, che la rende unica nel panorama monacale cattolico, è l'essere composta sia di uomini che di donne. Anche in questo la comunità vuol far sì che la diversità diventa concretamente ricchezza.

La loro liturgia, che come tutto il resto vede un evidente primato della Parola sul sacramento, a volte può spiazzare... può suscitare anche degli interrogativi, ma di certo non è banale o consuetudinaria.

L'ultimo giorno, domenica, abbiamo anche avuto la piacevole sorpresa di un incontro - non previsto - col priore del monastero, colui che con le sue intuizioni e le sue scelte radicali ha dato origine negli anni '60 al monastero di Bose: fr. Enzo Bianchi.  Una personalità semplice e carismatica allo stesso tempo, capace di far sembrare semplice a affascinante la ricerca di una vita vera. Ci ha raccontato la sua vita, la sua ricerca... ci ha "mostrato" le sue scoperte.

Un'esperienza ricca, quella di Bose. Dovremo darci tempo e spazio per riuscire a digerire  quanto abbiamo ricevuto.





(questo il programma, con una presentazione della comunità)



 
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